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lunedì 22 agosto 2011

Pittini cu li fjùri ti cucuzza

Vi è mai capitato di cercare di rubare una ricetta mentre siete invitati?

Maria ci ha fatto queste delizie ma non sono sicuro se ha fatto proprio così...

Ingredienti per 4 porzioni
20 fiori di zucca
farina
acqua
sale
olio


Preparazione

Prima di cucinarli bisogna aprire i fiori di zucca delicatamente con le mani, tagliare gli stimmi con le forbici, passarli sotto l’acqua velocemente e tamponarli con carta assorbente.
Mescolare farina, acqua con un po di sale fino ad ottenere una pastella simile ad uno yogurt.
Immergervi i fiori di zucca uno alla volta e friggerli per qualche minuto in olio molto caldo da entrambe le parti.

Variante: aggiungere alla pastella un uovo oppure del formaggio pecorino funzionerebbe?? Si ma perderebbero in leggerezza...

(per chi non sa il calabrese sono le frittelle ai fiori di zucca)

PS:
soggetta a modifiche se scopro altri dettagli...


martedì 9 agosto 2011

‘Nduja calabrese

Uno dei salumi più buoni che ho potuto trovare in Calabria è stata la ‘Nduja calabrese.
Ma cos’è la ‘nduja? E’ uno dei più famosi prodotti alimentari tipici calabresi. E’ un insaccato davvero gustoso, forte e piccante, una specie di salame morbido che, una volta era un alimento povero e veniva fatto con le parti meno nobili del maiale (frattaglie, grasso..ecc..), oggi invece vengono destinate alla ‘nduja le parti migliori del maiale e un po’ di grasso che vengono impastate col sale e con una buona quantità di peperoncino calabrese, fatte affumicare in un primo momento e poi stagionate per qualche mese . La sua consistenza morbida, rimane tale anche dopo la stagionatura.
Nella ‘nduja il peperoncino è l’ingrediente fondamentale, che conferisce all’insaccato il suo gusto deciso e il tipico colore rosso. Viene usato non solo quello di qualità ma anche in quantità, conferendo un gusto inconfondibile che si distingue da qualsiasi altro salume.
Se amate la cucina piccante dovete assolutamente provare la pasta con il sugo alla ‘nduja.

Ricetta semplice da realizzare che renderà la vostra pasta decisamente appetitosa.

Ingredienti:
‘nduja (a piacere),
passata di pomodoro o pelati (circa 400 gr. per 4 persone),
1 cipolla rossa di Tropea,
400 gr. di spaghetti n° 5 (o altra pasta a piacere),
olio extravergine d’oliva,
prezzemolo.

Procedimento:
Iniziate prendendo una padella piuttosto capiente (perchè dopo dovrà contenere anche la pasta), nella quale metterete a scaldare dell’olio.
Aggiungete la cipolla e cuocetela a fuoco lento fino a farla imbiondire leggermente.
A questo punto potete mettere in padella la ‘nduja, la quantità che metterete è lasciata alla vostra discrezione, poichè più ne userai più il vostro sugo risulterà piccante.
Lasciate rosolare la nduja per circa due minuti, dopo di che prendete la passata di pomodoro (o i pelati) e unitela agli altri ingredienti nella padella.
Lasciate cuocere il tutto per circa 7-10 minuti affinchè il pomodoro si ritiri un pò e si insaporisca.
A questo punto il vostro sugo è pronto! Nel frattempo, durante la semplice lavorazione del sugo, avrete cotto la pasta.
Vi consiglio di scegliere penne o spaghetti di ottima qualità, meglio se la pasta è un po’ ruvida, perchè questo tipo di pasta trattiene meglio il sugo e ben si sposa con il sapore dell’insaccato.

Toglietela molto al dente e fatela saltare nella padella con il sugo per qualche minuto, in modo che si insaporisca bene.
Prima di servire spolverate la pasta con del prezzemolo tritato fresco e ( a piacere) del parmigiano.

La ‘nduja è anche ottima servita su dei crostini di pane caldi appena dorati o su tutto quello che la vostra fantasia vi suggerisce.

Vecchio Amaro del Capo

Il Vecchio Amaro del Capo è il frutto sapiente di un'antica ricetta che racchiude in se i principi di tante benefiche erbe, fiori e frutti della meravigliosa terra di Calabria.

Il suo gusto gentile ed aromatico e il suo colore caldo e ambrato sono da sempre un'espressione sincera di genuinità; si può servire liscio, nei Cocktails, sul gelato, nel caffè o come vuole la tradizione calabrese si può gustare ghiacciato (-20°C). 70cl

lunedì 8 agosto 2011

Pipi frijuti chi patati

Dall'ultimo viaggio in Calabria sono subito balzate all'occhio e "alla gola" delle ricette tradizionali, semplici, ma di grande effetto.

Un esempio:
Pipi frijuti chi patati (peperoni fritti con patate)

Ingredienti (4 persone):
8 peperoni calabresi (non i peperoncini e non quelli gialli o verdi giganti ma quelli “medi” si trovano rossi o verdi anche in supermercati da noi)
4 patate pasta gialla di media grandezza
2 spicchi d'aglio
2 peperoncini piccanti (per i più temerari o Calabresi DOC)
olio extravergine di oliva
sale


Preparazione:
Tagliare i peperoni in quattro per la lunghezza e rimuovere i semi da 3 dei 4 spicchi.
Tagliare le patate a strisce di 1,5 cm e mettere tutto insieme in una padella antiaderente.
Aggiungere due cucchiai di olio e gli spicchi di aglio interi.
Cuocere a fuoco medio per circa 15 minuti girando abbastanza di continuo.

Importante è che le patate siano più piccole dei peperoni altrimenti non si cuociono abbastanza.
La magia del piatto sta nel fatto che le patate assorbono il gusto del peperone e i peperoni si friggono lentamente diventanto dolci e piccanti allo stesso tempo. L’aglio si sente appena.
La piccantezza rimane una sorpresa finale in quanto dipende da che peperoni avete usato, in genere più semi lasciate e più piccante viene la ricetta.

L'amico Vittorio dice:  "...però si mitti du fungi vena migghio ancora!"


Servire come contorno a carne arrosto o alla griglia con un Cirò in abbinamento.